(jul 2007)

FREE (Stiff Slack Records)

All That Hurts Your Heart

L'apertura dell'album è affascinante. Un nostalgico affresco guidato dalla chitarra di Paride con lievissimi accenni pinkfloydiani che sono finemente cesellati dal lavoro di Davide. Una sorta di romantico affresco poetico dove la chitarra melodica di Paride può giungere direttamente al cuore dell'ascoltatore utilizzando solo poche (e riflessive) note.

Kimono Party

Interessante l'alchimia che riesce a fondere le sonorità elettroniche della tastiera con quelle elettriche della chitarra. La ritmica ben si amalgama con la melodia e la sensazione di ascoltare atmosfere orientaleggianti è discreta, soffusa, quasi timida. Eppure la musica non denota alcuna insicurezza o incertezza. E' un suono forte, intimo ma solido, costruito su basi più che valide.

A Beautiful Smile

Breve brano dove le tastiere di Davide accennano, nemmeno in modo così nascosto, ad alcune sonorità tipicamente banksiane. Divertente.

24 Hours Before

Ottima composizione dove si mescolano tendenze e stili diversi. Da un linguaggio chitarristico di (quasi) stampo blues, Paride riesce a trovare la formula per viaggiare liberamente con la fantasia senza crearsi limiti o barriere strutturali. E' una corsa, nemmeno così tanto veloce, dove il resto della band assume una importanza rilevante. E' voglia di gridare la propria libertà, voglia di dare sfogo al proprio Io, voglia di fare musica senza troppe rigidità schematiche e Paride ci riesce senza troppi problemi...

Crazy Horse

La ritmica elettronicamente ossessiva fa da contraltare alla splendida linea melodica di Paride e al violino di Davide che sembrano vagare per l'ambiente d'ascolto senza far intuire il proprio punto d'origine. Ci si lascia andare come in volo radente, osservando le bellezze naturali di un mondo senza confini. Bravi IQ.

...Sets You FREE

Il "leit motiv" ritorna in apertura, stavolta interpretato in chiave acustica: la poesia di questa composizione rimane però intatta. E' un cammino malinconico ma privo di spigolature o momenti cerebrali. Dopo un paio di minuti di silenzio, la musica ritorna per sfociare in un lento caleidoscopio elettronico cesellato acusticamente dalla chitarra di Paride.

GIUDIZIO GLOBALE

La terza prova degli Instrumental Quarter è certamente un disco che convince. Nonostante la sua breve durata (poco più di 30 minuti), mette in mostra una band dalle grandi capacità compositive e con una caratteristica importante: saper sapientemente miscelare il suono con l'atmosfera della composizione. Paride Lanciani è un musicista certamente di talento che mostra la sua classe senza aver bisogno di affidarsi a assoli veloci, lunghi ed ipertecnici ma, al contrario, rifugge da tutto questo evidenziando un "marchio di fabbrica" compositivo che rende il suono della sua band difficilmente equivocabile. Il lavoro di Paride non risulterebbe così interessante se non venisse sostenuto ed esaltato da quello del suo alter-ego musicale: Davide Arneodo. Eleganti i suoi ricami con il violino così come molto ben amalgamate risultano le sue scorribande elettroniche affiancate a quelle elettriche di Paride. In conclusione, "Free" è uno dei più interessanti esempi del 2007 di come si possa fare Prog senza affidarsi ai soli e tradizionali schemi compositivi. Rimane solo una piccola riflessione: come mai una band di questo calibro non abbia trovato una label italiana per produrre la propria musica?

Source Proghifi (Progressive Passion in High Fidelity)